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Allergia alle arachidi: una somministrazione controllata dell'allergene risolve il problema

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Perché cercare una soluzione esterna al problema quando questa può essere facilmente rintracciabile all'interno dello stesso? Se lo sono chiesti i ricercatori dello University Hospital di Cambridge, che al termine del loro affascinante studio hanno pubblicato i risultati sulla nota rivista scientifica "The Lancet medical journal". Tantissimi bambini soffrono di una reazione allergica agli arachidi, ma secondo le analisi svolte dal dottor Andrew Clark il modo per evitarla è insito nelle proteine contenute da questi ultimi, che se somministrate con cautela permettono in un arco di tempo relativamente breve (si parla di alcuni mesi) di porre fine al problema. E' stato infatti dimostrato che i soggetti allergici (nel caso specifico l'analisi è stata condotta su bambini e adolescenti) possono tollerare tali proteine in piccole dose, a patto che siano somministrate sotto forma di farina, possibilmente miscelata assieme al cibo comune. Una volta cominciato questo particolare trattamento sarà successivamente possibile per loro arrivare ad assumere arachidi interi, che soltanto qualche mese prima procuravano forti reazioni allergiche, fino ad arrivare a conseguenze più gravi come lo shock anafilattico. Grazie alla terapia ideata dal dottor Clark, le famiglie che erano costrette ad evitare i pasti fuori dalle mura domestiche, in quanto i cibi avrebbero potuto contenere delle tracce di arachidi, sono state liberate da questo peso, in quanto ora la maggioranza dei soggetti riesce a mangiare anche più di cinque noccioline.
"Le famiglie coinvolte in questo studio dicono che questo ha cambiato la loro vita in modo clamoroso" ha dichiarato il dottor Clark.
Nella ricerca sono stati coinvolti novantanove pazienti aventi un'età compresa tra i sette e i sedici anni, che presentavano manifestazioni allergiche riconducibili agli arachidi. La durata del test è stata di sei mesi, nei quali dopo aver suddiviso casualmente i ragazzi in due gruppi, ad uno dei due sono state somministrate delle piccole quantità di proteine derivate dagli arachidi in maniera crescente. I restanti invece hanno proseguito con un'alimentazione priva di arachidi. Il risultato finale è stato sorprendente: quasi 9 partecipanti su dieci del gruppo che ha assunto regolarmente dosi moderate di questo tipo di proteine è riuscito, alla fine del test, a tollerarne una quantità pari a 800 mg (l'equivalente di cinque arachidi intere) senza presentare alcuna reazione allergica. L'altro gruppo invece, ha continuato a manifestare i medesimi sintomi in corrispondenza dell'assunzione di arachidi. Solo successivamente è stato sottoposto ad un trattamento analogo, con risultati identici al primo gruppo. Grazie a questa scoperta, i bambini soggetti a reazioni allergiche hanno ripreso ad mangiare senza preoccupazioni di sorta cibi che contengono tali proteine, arrivando a tollerare quantità di gran lunga superiori a quelle presenti in numerosi snack e altri prodotti alimentari.
 
 
 
 

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