web counter
ads

Dislessia: come riconoscerla

dislessia-come-riconoscerla
 

In occasione dell'Eurepean Dyslexia Awareness Week, l'Associazione Italiana Dislessia invita a riflettere su questa malattia che colpisce più di 350 mila ragazzi, avendo cura di puntualizzare che non è giusto parlare solo di disturbi di lettura ed apprendimenti, ma occorre evidenziare anche le innumerevoli abilità di questi ragazzi.

La dislessia è una malattia ormai, purtroppo, molto comune che colpisce la capacità di apprendimento.
Studi scientifici ipotizzano che la sua natura sia neurobiologica, dal momento che sono più di 10 i geni coinvolti nella sua formazione.
Non è facile riconoscere la malattia sin dai primi anni di vita del bambino, generalmente sono i genitori e gli insegnanti a notare qualche sintomo durante i primi anni di scuola del bambino. Poi, spetterà ad un equipe di logopedisti, psicologi e neuropsichiatri valutare il caso del bambino, fare diagnosi ed aiutare le famiglie a scoprire le numerose altre potenzialità del proprio bambino.

In genere, infatti, la dislessia si manifesta con una lieve o seria difficoltà dell'apprendimento, nella lettura e memorizzazione dei concetti. In questi casi il bambino legge a stento ed è davvero molto lento: tende a saltare le parole, sostituire le lettere simili, a scrivere facendo molti errori e a non comprendere ciò che legge. 

Se il problema può inizialmente essere sottovalutato durante il primo anno di scuola, è andando avanti con la scolarizzazione che si acquista la consapevolezza che non si tratta più di una questione di esercizio ed impegno, bensì di un disturbo di apprendimento per il quale è richiesta una specifica terapia riabilitativa.

Una volta diagnostica la malattia della dislessia i medici consigliano alle famiglie di adottare, sin da subito, una strategia di apprendimento che più si addica al proprio bambino: magari invogliandolo tramite la musica o anche grazie allo sport. Alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che la musica è lo strumento migliore per stimolare la capacità uditiva e la competenza fonologica del paziente.
In questo modo, facendo ricorso anche alle attività extrascolastiche, sarà possibile offrirgli un mondo in cui può realizzarsi, riconoscendo di avere comunque ottime e diverse potenzialità.

Quanto a livello scolastico, invece, è utile ricorrere a metodi di studio alternativi, leggendo a voce alta o facendo ricorso a mappe concettuali.
Infine, è importante che il bambino non si annoi mai e non perda interesse verso l'attività scolastica o extrascolastica a cui si sta dedicando.
La famiglia e gli insegnanti, infine, dovrebbero fare in modo che il ragazzo non si senta mai diverso dagli altri, ma anzi che venga più volte elogiato nelle sue attività: non solo per il risultato conseguito, quanto più che altro per l'impegno e lo sforzo che quotidianamente ci mette in tutto ciò che fa.


 
 
 
 

Guarda anche


enuresi-nei-bambini-un-problema-da-curare-senza-indugi
Enuresi nei bambini: un problema da curare senza indugi

La Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) ha denunciato...

settimana-mondiale-lallattamento-al-seno-arriva-il-decalogo-del-sin
Settimana mondiale per l'allattamento al seno: arriva il...

Dal 1 al 7 ottobre prenderà il via la settimana Mondiale per l'allattamento al...