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Enuresi nei bambini: un problema da curare senza indugi

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La Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) ha denunciato oggi nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso le aule del Senato l'emergenza riguardante un problema che sembra affliggere ben 2 milioni di italiani: l'enuresi.

Nel tentativo di contrastarla e sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti a una maggiore attenzione a riguardo sono state allertate le autorità del Ministero della Salute e l'Associazione di Iniziativa Parlamentare e Legislativa per la Salute e la Prevenzione. 

L'enuresi notturna è una disfunzione vera e propria che si manifesta con perdite involontarie di urina durante le ore del sonno generalmente in tenera età, ovvero tra i 5 e i 6 anni, fase che si caratterizza per una mancanza di controllo degli sfinteri da parte dei bambini. Ma ciò che desta ancora più scalpore è il dato assolutamente sconfortante secondo cui tale problema non rimarrebbe circoscritto solo all'età dell'infanzia, si registrano infatti innumerevoli casi di enuresi anche tra gli adolescenti e addirittura in soggetti che hanno raggiunto un'età adulta e che non sarebbero stati curati adeguatamente da piccoli. 

Secondo la comunità medica pediatrica circa il 60% dei bambini in Italia non viene sottoposto un'opportuna visita specialistica per il disturbo in oggetto e il motivo sarebbe da ascrivere a una condotta superficiale dei genitori i quali molto spesso confondono "la pipì a letto" con un disturbo psicologico temporaneo del bambino illudendosi che si risolverà con il passare del tempo. In realtà, è vero l'esatto opposto.

Maria Laura Chiozza, di professione urologa pediatra in servizio presso il reparto pediatrico dell’Università di Padova sostiene che contrastare efficacemente e tempestivamente l'enuresi notturna al suo primo manifestarsi, permetterebbe di curare con apposite terapie d'urto i soggetti interessati e allo stesso tempo potrebbe prevenire il successivo insorgere di ulteriori complicanze che potrebbero aggravare le condizioni di salute e il benessere psicologico dei pazienti.

Una delle più plausibili conseguenze è il rischio di sviluppare in età adulta un'incontinenza urinaria con un peggioramento inevitabile della qualità della vita dell'individuo intaccando in primo luogo la sfera dei rapporti sociali. 
Durante la conferenza si è cercato di creare una sinergia tra varie forze al fine di intensificare l'informazione e un ruolo attivo da parte dei genitori, i primi ad avere un riscontro immediato del disturbo. Ma questa task force intende implementare una serie di attività volte a coinvolgere anche scuole e insegnanti per instillare l'importanza dell'individuazione precoce della sindrome in modo da arginare il problema con cure mediche specifiche e all'occorrenza attraverso l'azione coadiuvante di un percorso psicoterapeutico.


 
 
 
 

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