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Ascoltare musica potenzia l'efficacia dei farmaci antidolorifici: lo rivela la scienza

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Ascoltare musica potenzia l'efficacia degli antidolorifici. Questo l'incredibile risultato emerso da un esperimento scientifico condotto da alcuni ricercatori americani su cavie da laboratorio. Gli studi andranno avanti e, se simili effetti saranno riscontrati anche sull'essere umano, si potranno ridurre le dosi dei farmaci assunti.

Musica e antidolorifici: l'esperimento condotto negli Stati Uniti

La rivista scientifica Frontiers in Neurology ha recentemente pubblicato uno studio dell'Università dello Utah riguardante la relazione tra musica e antidolorifici. I ricercatori americani hanno scoperto che ascoltare canzoni durante l'assunzione di analgesici potenzia l'efficacia dei farmaci.

L'incredibile risultato è emerso durante un innovativo esperimento condotto su cavie da laboratorio. Nello specifico gli esperti hanno preso un campione di piccoli topi affetti da due tipi differenti di dolore: uno infiammatorio e l'altro chirurgico. Per lenire il primo è stato scelto l'ibuprofene mentre per il secondo sono stati somministrati quantitativi lievi di cannabinoidi.

La variabile innovativa è stata associare l'ascolto della musica con l'assunzione dei farmaci. Gli esperti infatti hanno riscontrato che quando gli animali ascoltavano composizioni di Mozart tornavano in forma più rapidamente rispetto a condizioni di rumore comune.

Il beneficio della musica potrebbe ridurre le dosi dei farmaci e gli effetti collaterali

In particolare il team di ricerca guidato dalla dottoressa Cameron Metcalf ha rilevato che l'efficacia degli analgesici è aumentata del 93% in presenza di dolori infiammatori e del 78% per quanto concerne i traumi post chirurgici. La musica infatti, trasmessa a determinate frequenze, stimola il sistema nervoso parasimpatico, innescando feedback che alleviano il dolore.

Lo studio per il momento è stato condotto unicamente sui topi, ma il dipartimento di Farmacologia e Tossicologia dell'Università dello Utah ha intenzione di estendere il suo raggio d'azione. Se infatti la combinazione musica-analgesici dovesse avere effetto positivo anche sull'organismo umano, si potrebbe attuare una vera rivoluzione riguardo la posologia degli antidolorifici. Come ricorda il secondo coordinatore della ricerca, il dottor Grzegorz Bulaj, qualsiasi tipo di antidolorifico se assunto nelle corrette modalità ha la sua efficacia, ma essendo un derivato chimico porta con sé anche fastidiosi effetti collaterali; se la musica potenzia l'azione curativa dei farmaci, ribadisce l'esperto, questi potranno essere assunti ad un dosaggio talmente basso da scongiurare qualsiasi effetto indesiderato.

Dato di realtà o pura speranza? La letteratura medica ha già dato ampie conferme sul valore della musicoterapia per curare disturbi mentali e psicologici, pertanto ci sono considerevoli possibilità che le sette note possano essere un toccasana per il benessere dell'intero organismo.


 
 
 
 

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