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Più carboidrati e meno proteine: la dieta della longevità

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Una recente ricerca scientifica condotta dall'Università di Sydney, in Australia, afferma che una dieta con più carboidrati e meno proteine favorisce la longevità. Nello specifico, ne beneficerebbe soprattutto il cervello.

Lo studio, che ha in Devin Wahl l'autore principale, è stato pubblicato sulla nota rivista Cell Reports. Secondo quanto dichiarato da Wahl a margine della pubblicazione del proprio studio, è un bene che la comunità scientifica si interessi a particolari tipi di diete che sono in grado di influenzare in maniera positiva l'invecchiamento del nostro organo più importante dopo il cuore, il cervello appunto.

La prima ricerca occidentale a mettere in evidenza i carboidrati

Spesso i carboidrati vengono tenuti alla larga dalle diete, perché ritenuti non salutari se consumati in eccesso. Pensiamo ad esempio alla pasta o al pane, due alimenti per cui quasi sempre i nutrizionisti e dietologi tendono ad alzare la paletta rossa, sostenendo come il loro apporto nella dieta abbia effetti dannosi sul peso.

La ricerca condotta da alcuni studenti dell'Università australiana di Sydney mette invece in luce un esito opposto: più sono i carboidrati presenti nella dieta, maggiori saranno gli effetti benefici per il cervello e per la longevità della persona. Stando a quanto evidenziato dallo studio pubblicato sulla rivista internazionale Cell Reports, una dieta ad alto contenuto di carboidrati avrebbe vantaggi protettivi per il cervello ed effetti benefici sulla longevità. In questo modo, la dieta che mette al centro i carboidrati a discapito delle proteine viene equiparata alla dieta povera di calorie, i cui effetti benefici sono noti da tempo all'interno della comunità scientifica.

L'esempio del Giappone

In realtà, l'apporto benefico dei carboidrati nella dieta è un dato di fatto in altre culture, come ad esempio quella giapponese. Nel Paese del Sol Levante, se si prende come riferimento la dieta delle isole Okinawa (dove si concentra la maggiore percentuale di ultracentenari in Giappone), si scopre che l'apporto delle proteine è al 9 per cento, a favore invece dei carboidrati, rappresentati in massima misura dalla patata dolce.

Lo studio dell'Università di Sydney

La ricerca scientifica condotta dall'Università di Sydney ha avuto per protagonisti i topi di laboratorio, a cui è stata somministrata una dieta basata principalmente sui carboidrati. I ricercatori australiani hanno notato che l'ippocampo (la parte del cervello che viene messa maggiormente sotto pressione in concomitanza di malattie neurodegenerative) dei topi ha beneficiato della dieta ad alto contenuto di carboidrati. Stando alla pubblicazione dello studio sulla rivista scientifica Cell Reports, i topi avrebbero manifestato miglioramenti anche dal punto di vista della memoria.


 
 
 
 

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