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Omega 3 in gravidanza proteggono i nascituri dalle patologie asmatiche

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Da tempo è noto come l'assunzione di integratori di omega 3 in gravidanza ed in allattamento aiutino lo sviluppo cerebrale del feto, aumentino le capacità cognitive e migliorino lo sviluppo della vista del bebè. Un recente studio condotto da ricercatori danesi su un gruppo di oltre 700 donne, dimostra che l'assunzione di omega 3 durante l'ultimo trimestre di gravidanza riduce il respiro sibilante dei neonati e li protegge dall'asma. Questo è dovuto alla potente azione antinfiammatoria svolta proprio dagli acidi grassi polinsaturi, EPA e DHA. Sebbene il pesce, soprattutto quello azzurro, è ricco di questi acidi grassi essenziali, l'assunzione esclusiva con la dieta giornaliera di queste sostanze non basta per coprire il fabbisogno individuale. A questo scopo vengono in aiuto specifici integratori a base di olio di pesce che, se assunti con regolarità, riescono ad assicurare livelli di omega 3 tali da poter usufruire degli loro enormi benefici. Secondo la ricerca, pubblicata sul New England Journal of Medicine, basta assumere con regolarità 2,4 grammi al giorno di omega 3 durante l'ultimo trimestre di gravidanza per preservare la salute del nascituro da patologie asmatiche. Durante lo studio, 736 donne alla 24° settimana di gravidanza, sono state suddivise, in maniera casuale in due gruppi: al primo gruppo è stato somministrato quotidianamente un placebo (olio d'oliva), mentre il secondo gruppo ha assunto, ogni giorno, un supplemento di 2,4 grammi di "acidi grassi polinsaturi a catena lunga dell'olio di pesce". Lo studio è stato "in doppio cieco", in quanto né le donne incinte né i ricercatori sapevano "chi esattamente avesse assunto cosa". Successivamente i bambini di 695 donne sottoposte alla ricerca sono stati inseriti in un trial, per analizzarne la salute respiratoria. Da questo studio è emerso un rischio di sviluppare patologie asmatiche del 16,9% nei bambini le cui mamme avevano assunto omega 3, e del 23,7% nei bambini le cui mamme avevano assunto olio d'oliva. Questo si traduce in una diminuzione significativa del rischio di presentare questa patologia del 30% durante i primi tre anni di vita, unito ad un'assunzione regolare di omega 3. Maggiori benefici sono stati riscontrati nei bambini nati da madri che all'inizio della ricerca avevano minori livelli di EPA e DHA nel sangue. Infatti per questi bimbi il rischio di andare incontro ad una patologia asmatica risulta ridotto del 34,5%. Questo studio permette di prevenire l'insorgenza di malattie respiratorie infantili, che purtroppo dagli anni '70 ad oggi sono aumentate dal 7% ad oltre il 13%. Aumento che ha significato quasi un raddoppiamento dei casi clinici, come spiega Renato Cutrera, responsabile del reparto di broncopneumologia dell'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, fornendo dati clinici sul numero di piccoli pazienti che soffrono di bronchite asmatica nei primi tre anni di vita, casi che riguardano 1 bambino su 4.
 
 
 
 

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