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Come avviene il risveglio dal coma farmacologico?

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Il coma farmacologico è un coma provvisorio, indotto per consentire all'organismo di recuperare da situazioni traumatiche che comportano un forte dolore e stress. Per portare il corpo in questo stato di quiete vengono impiegati, in dose controllata, farmaci ipnotici quali i barbiturici e anestetici oppiacei che, portando l'organismo ad uno stato di sonno profondo, proteggono l'encefalo in caso di malattie critiche e delicate.

Per mettere in atto una cura efficace, che possa sanare la zona lesa, è necessario che tutte le forze insite nell'essere umano siano indirizzate alla finalità della guarigione, e indurre uno stato comatoso che liberi l'organismo dall'adempiere le proprie normali funzioni, di fatto alleggerendolo, in caso di quadri clinici estremamente gravi, risulta una strategia molto efficace e molto usata in medicina.

Alcuni medici definiscono il coma farmacologico, facendo una similitudine con i computer, come un momento di stand-by del cervello, della durata di mesi, che consente di ripristinare, in abbinamento alla terapia farmacologica ordinaria, le normali funzioni vitali. Il risveglio dal coma farmacologico non può avvenire in maniera repentina, innanzitutto perché andrebbe a compromettere i risultati prodotti lungo tutto il tempo di cura e, secondariamente, cosa da non trascurare, non sarebbe umanamente possibile visto il dosaggio di medicinali ad alto tasso soporifero.

La procedura, da seguire pedissequamente, prevede una visita preliminare approfondita che possa evidenziare lo stato attuale dell'ematoma, delle lesioni o del trauma subito dal paziente per escludere eventuali complicazioni e, solo se la condizione di salute risulta essere stabile si può procedere al risveglio graduale mediante la progressiva riduzione dei farmaci ipnotici per consentire al corpo di riprendere le attività normali. Con una somministrazione di farmaci via via più bassa l'organismo viene messo in condizione di potere riprendersi dalla situazione di quiete e raggiungere, seppur molto lentamente, una situazione di piena normalità.

Il risveglio, per via della delicatezza delle condizioni di salute del paziente colpito da trauma, costituisce solamente una fase preliminare rispetto alla completa guarigione, ravvisandosi, nella grande maggioranza dei casi, una fase successiva che comprende il processo riabilitativo. La riabilitazione non deve essere intesa esclusivamente dal punto di vista motorio, ma include in sé numerosi altri ambiti. Se le lesioni ai danni del sistema nervoso hanno intaccato, ad esempio, l'area dell'encefalo responsabile del linguaggio, è fondamentale approntare una terapia logopedistica che possa riportare il paziente ad esprimersi compiutamente. Questo vale per tutti gli altri ambiti in cui specialisti del settore provvedono, attraverso le loro professionalità, a ridare una vita normale al paziente.


 
 
 
 

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