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Prevenire il fuoco di Sant'Antonio è possibile grazie al vaccino

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Non tutti sanno che la varicella, una malattia tipica del bambino, ha una caratteristica peculiare. Questa malattia può infatti manifestarsi dopo decenni sotto forma di Herpes zoster, comunemente noto come fuoco di Sant'Antonio. Questo accade perché il virus che causa la varicella, una volta entrato nell'organismo, si annida nei gangli sensitivi del midollo spinale e nel tronco encefalico e qui rimane dormiente. Un eventuale abbassamento delle difese immunitarie può portare alla sua riattivazione.

In Italia si registrano ogni anno circa 157 mila nuovi casi, particolarmente colpite sono le persone dai 50 anni in su. Queste inizialmente manifestano sintomi aspecifici come affaticamento, bruciori e mal di testa.
Più tardi solitamente compare l'eritema con la manifestazione patognomonica ovvero bolle ripiene di liquido sieroso, simili a quelle della varicella ma localizzate in zone specifiche, in particolare che seguono il decorso dei nervi.

Questa fase di acuzie ha una durata variabile fino ad un massimo di quattro settimane, il dolore provato è elevatissimo, numerose donne lo definiscono superiore a quello del parto.
Una volta che la malattia ha iniziato a manifestarsi si può trarre pochissimo giovamento da l'utilizzo di antidolorifici, il trattamento con antivirali invece è una carta vincente ma solo se utilizzata nelle primissime fasi della riattivazione virale, quella in cui purtroppo la sintomatologia è più aspecifica e meno caratteristica.

La migliore strategia è la prevenzione che in questa situazione può essere effettuata mediante la vaccinazione. In Italia è garantita la vaccinazione gratuita a tutti gli individui di età superiore ai 65 anni o ad i soggetti che pur essendo più giovani vengono a causa di comorbilità considerati a rischio.

La vaccinazione viene somministrata sottocute o intramuscolare e necessita di un'unica somministrazione. Permette il controllo della riattivazione ed il rafforzamento dell'immunità naturale rivolta verso il virus Varicella-Zoster.
Con una percentuale di successo attestata attorno al 70% il vaccino contro il Fuoco di Sant'Antonio permette sopratutto di prevenire una temuta complicanza, la nevralgia post-erpetica da riattivazione di virus Varicella-Zoster.

È consigliabile la vaccinazione in special modo nei soggetti affetti da malattie croniche o tumori in cui la percentuale di riattivazione virale è otto volte maggiore rispetto alla popolazione generale.


 
 
 
 

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