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Sclerosi multipla: aiuto e prevenzione dal sole

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Durante la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla promossa dall'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) si è parlato ampiamente degli effetti dei raggi solari sulla sclerosi multipla. Gli studi hanno evidenziato una connessione diretta tra esposizione ai raggi UVB del sole, la produzione di vitamina D e il non presentarsi di ricadute della patologia. I raggi UVB del sole risultano dare beneficio a coloro che soffrono di questa malattia.

Il primo studio scientifico è stato affrontato dalla dott.ssa Helen Tremlett della clinica Djavad Mowafaghian Centre for Brain Heath, la quale ha effettuato una mappatura genetica su 3226 pazienti nell'arco della loro vita. I dati rilevati sono stati poi messi a confronto con i rilievi periodici effettuati dalla NASA sulla concentrazione delle radiazioni UVB nelle varie aree del globo terreste. È stato evidenziato un rapporto di causa ed effetto tra la maggior esposizione al sole e il presentarsi della sclerosi multipla. In pratica circa il 45% delle donne che hanno vissuto nelle zone con maggiore esposizione al sole non hanno manifestano la malattia, stesso risultato viene rilevato su chi dichiara di esporsi frequentemente al sole. Benché lo studio si sia limitato a confrontare due valori e non a dare una spiegazione scientifica, si può ipotizzare che i raggi solari captati dalla retina influenzano il sistema immunitario, migliorandolo e rafforzandolo.

La conferma che la concentrazione di vitamina D nel corpo sia la principale responsabile del presentarsi o meno della sclerosi multipla arriva da un altro studio, chiamato Sunshine Study. Anche in questa ricerca si è evidenziato che attività fisica ed esposizione al sole siano la combinazione giusta per ridurre i casi di sclerosi multipla soprattutto per chi è caucasico, mentre per le persone di colore i risultati non sono significativi, visto che nonostante l'esposizione solare i valori della vitamina D restano pressoché immutati. Per la dott.ssa Annette Langer-Gould sarebbero sufficienti trenta minuti al giorno di attività fisica all'aperto per avere la giusta quantità di raggi UVB.

Ma se da più studi si evince che il sole sia importante per la salute, non si ha ancora un riscontro medico documentato che attesti come le radiazioni UV possano incidere sulla malattia. È questo il motivo per cui in Australia è stato dato il via ad un nuovo progetto che parte dall'applicazione della fototerapia come cura alla sclerosi multipla, soprattutto nei casi isolati e allo stadio iniziale. Si comprende come il processo di acquisizione dei dati e della conoscenza sia lungo e complesso, ma i medici sono fiduciosi sui risultati.

In conclusione è consigliato a tutti, indipendentemente dalla possibilità di contrarre la malattia, di dedicare del tempo libero alle attività sportive esterne, sono sufficienti pochi minuti e una buona crema solare per proteggere l'epidermide da possibili ustioni.


 
 
 
 

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