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Cefalea: ecco l'iniezione miracolosa

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Quante volte abbiamo detto a qualcuno di lasciarci in pace in quanto affetti da un forte mal di testa? Quante volte non siamo usciti, non siamo andati ad un appuntamento, ad una cena importante, ad un pranzo o ad un evento particolare, o non siamo riusciti a portare a termine un lavoro perchè vessati da quel terribile "martello pneumatico" chiamato mal di testa?

Il mal di testa, o cefalea, nelle sue diverse forme (emicrania con o senza auracefalea a grappolo, cefalea tensiva etc) è considerata dall'OMS una fra le più comuni cause di invalidità al punto tale da essere persino posizionata al sesto posto. Coloro che soffrono di questo fastidioso problema sono perseguitati da quotidiane e sofferenti crisi che il più delle volte non cessano poichè sono refrattarie ai farmaci che attualmente vengono commercializzati ed utilizzati per porvi rimedio, o quanto meno darvi una tregua. Dunque, il mal di testa non è soltanto una questione di salute, ma costituisce anche un serio problema sociale in quanto rende impossibile lavorare, compromettendo anche i rapporti con gli altri e minando perfino le relazioni con i propri familiari. Insomma: in definitiva, a lungo andare rovina la vita.

L'emicrania attanaglia circa 5 milioni di italiani accanendosi maggiormente, per motivi di natura ormonale, sulle donne. Essa si manifesta come un dolore pungente e martellante che dura delle ore, ma che può durare anche dei giorni, spesso accompagnato anche da numerosi disturbi come fotofobia (senso di fastidio in presenza di luce), fonofobia (fastidio per i rumori ed i suoni), nausea e vomito. In alcuni individui essa è addirittura accompagnata da disturbi neurologici come ad esempio improvvisi lampi di luce, vista annebbiata, formicolio a braccia e gambe, difficoltà ad articolare parole.

Tutto questo lascia perfettamente intendere quanto sia difficile convivere con questo malessere e quali ricadute sociali possa avere come conseguenze, deleterie soprattutto per i rapporti interpersonali. Tale malessere, però, in futuro potrebbe essere migliorato di gran lunga rendendo la vita di molti meno dolorosa e più vivibile. In che modo? La notizia giunge dal 48° congresso del SIN, Società Italiana di Neurologia, che si è svolto a Napoli dal 14 al 17 ottobre.

Da tale congresso è venuto fuori che tra pochi anni molto probabilmente avremo in commercio un farmaco che può diminuire del 70% gli attacchi di emicrania con una semplice e rapida iniezione mensile. Da questa nuova cura potranno trarne vantaggio soprattutto pazienti colpiti da attacchi molto frequenti in un mese, si parla di più di 14 giorni, o di pazienti affetti da cefalea a grappolo episodica oppure cronica non risolvibile con i farmaci che vi sono attualmente in commercio. Per tutti questi individui, ridurre del 70% il mal di testa vuol dire ritornare alla vita: tornare ad avere una vita normale fatta di quotidianità e di rapporti interpersonali e familiari che spesso vengono incrinati. Questa grande conquista per la scienza è sia per i medici che per i pazienti una fonte viva, piena di speranza nel combattere un problema così diffuso ed al contempo debilitante per molti individui.


 
 
 
 

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