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Puntura di medusa: no ai rimedi casalinghi

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Vacanze, mare, spiaggia e… meduse. Queste ultime, mai invitate, sono spesso e volentieri le protagoniste di eventi poco piacevoli, durante i periodi di relax. Durante la bella stagione, anche grazie agli sbalzi di temperatura ed al clima secco, nelle regioni balneari sono attesi tantissimi esemplari di meduse. Sfortunatamente, farsi pungere è facile: come alleviare, dunque, il dolore? La scienza boccia tutti i metodi "fai da te" che spesso vengono consigliati. Le meduse, semplici organismi acquatici facenti parte del plancton, vivono nelle acque aperte, oceani o mari. Le meduse sono una famiglia di numerosissime specie che si differenziano per dimensioni, colori, forme ma anche per aggressività e pericolosità: in linea generale, questi animali si difendono dalle offese dell’ambiente grazie ai propri tentacoli velenosi che "scottano" la pelle del malcapitato, lasciando la cute infiammata e lesa. Fortunatamente, gli esemplari che è possibile trovare lungo le regioni balneari italiane non sono praticamente mai pericolose per l’uomo, ma possono comunque pungere provocando dolore, fastidi e scottature. Le meduse non si muovono quasi mai volontariamente verso le rive e le acque basse, ma vi giungono per moti passivi. È molto importante, dunque, sapere come proteggersi dai danni di una puntura di medusa e come, al contrario, evitare che i rimedi all’antica peggiorino solamente le cose. Ad esempio, quello che tutti ci siamo sentiti dire almeno una volta nella vita è che alcune sostanze liquide facilmente reperibili –come l’ammoniaca, le urine oppure l’aceto da cucina- se messe in contatto con la scottatura allevino il dolore ed aiutino il malcapitato nel superare velocemente i danni della scottatura: è falso. Anzi, il loro effetto è anche peggiorativo: infatti tali sostanze, soprattutto aceto ed ammoniaca, infiammano ulteriormente la zona di cute che è stata punta dalla medusa. Per permettere una diminuzione della sensazione di dolore urticante nella regione colpita è bene sapere cosa applicare su di essa: la soluzione ideale (dopo aver rimosso – non a mani nude - eventuali residui di tentacoli di medusa) è spalmare una crema astringente a base di cloruro di alluminio. Non è un rimedio molto conosciuto, ma può ridurre il dolore e bloccare l’effetto nocivo delle tossine. In assenza di tale crema, lavate per qualche minuto la ferita con acqua di mare, e poi recatevi da un dottore. Non grattate mai la regione scottata dalla medusa, poiché peggiorerebbe solamente la ferita. Nei giorni successivi, utilizzate quantità di creme solari superiori nella zona di contatto con i tentacoli della medusa.
 
 
 
 

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