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Sciatica e lombalgia: la chiave è combattere la sedentarietà  

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Con sciatica ci si riferisce ad un dolore circoscritto nella regione lombare e nel gluteo, che può estendersi anche alla coscia e a tutto il resto della gamba. Inoltre, è possibile che si manifesti una generale alterazione della sensibilità dell’arto inferiore. 

Invece, parliamo di lombalgia quando il dolore non si estende oltre il limite del ginocchio. Si tratta di un comune mal di schiena, una condizione che interessa i ¾ della popolazione almeno una volta nel corso della vita. 

Sovente ci si riferisce alla lombalgia come ad una "malattia del benessere" ossia fortemente correlata allo stile di vita sedentario dei nostri giorni. Il più delle volte, a causare la lombalgia è uno sforzo fisico o il mantenimento prolungato di una posizione come lo stare seduti in auto o dietro una scrivania al lavoro.


Diagnosi 

La diagnosi si esegue utilizzando sia l’esame obiettivo del medico che varie tipologie di test strumentali. Viene distinta la forma acuta, la cui sintomatologia non supera le quattro-sei settimane, la forma sub-acuta, in cui il dolore continua oltre le sei settimane raggiungendo un limite di dodici, e la forma cronica, dove vi è una persistenza dei sintomi superiore alle dodici settimane.

L’iniziale attività del medico si basa sull’anamnesi del paziente, a cui segue un esame obiettivo vertebrale e l'utilizzo di test clinici più specifici. L’insieme di queste procedure permette di distinguere fra: 1) un dolore lombare isolato 2) un dolore che si irradia verso l’arto inferiore a cui può essere associata anche una lombalgia 3) lombosciatalgia, ossia una condizione piuttosto rara che presenta una sintomatologia più grave rispetto alla lombalgia. Tale sistema di approccio alla diagnosi consente di indirizzare poi il paziente verso il trattamento terapeutico più adatto. 


Esercizi motori 

La patologia è generalmente autorisolutiva nell’arco del primo mese ma tende a presentare forte cronicità una volta raggiunta la guarigione. Le linee guida internazionali concordano che il miglioramento della sintomatologia non possa prescindere dall'esercizio terapeutico. Quest'ultimo verte su un generale potenziamento del core (i muscoli centrali del corpo) attraverso pratiche di coordinazione muscolare, stretching e altre tipologie in base alla problematica del paziente. Recenti studi hanno evidenziato la valenza positiva di posture utilizzate nel tai chi o nello yoga, utili sia in fase acuta che cronica. Anche l’attività aerobica costituisce un valido mezzo per la risoluzione del problema. L’immobilità, invece, rappresenta un fattore negativo che non favorisce il processo di guarigione ma, anzi, ritarda la riabilitazione del paziente e il ritorno ad una vita normale. 


Contenimento del dolore 

Il trattamento del dolore è un altro importante aspetto da tenere in considerazione. In base alla situazione patologica si può procedere ad una terapia con antidolorifici, FANS o farmaci cortisonici. Il contenimento del dolore appare essenziale poiché esso può privare il paziente della volontà di fare movimento, relegandolo al riposo a letto continuativo, comportamento assolutamente deleterio per la guarigione della patologia.

 
 
 
 

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