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Stafilococco aureo: il batterio silente

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Lo stafilococco aureo (Staphylococcus aureus) è un batterio Gram-positivo color oro (da cui deriva il nome) potenzialmente dannoso per la salute dell'uomo. Il contagio può avvenire sia per ingestione del batterio stesso, quindi ingerendo alimenti contaminati, che per trasmissione, diretta o indiretta. Per quanto riguarda l'ingestione, i cibi più a rischio sono quelli che abitualmente vengono consumati crudi, come frutta e verdura, che andrebbero sempre lavati e disinfettati prima di essere serviti in tavola, o prodotti caserecci, come formaggi e salumi. La trasmissione diretta avviene tramite le vie aeree di una persona già infetta. A causa, ad esempio, delle goccioline di saliva che potrebbero colpirci durante uno starnuto. La trasmissione indiretta avviene invece soprattutto per contatto con le mani della persona infetta. Si tratta di un batterio silente ed insidioso, che una volta instauratosi nell'organismo riesce a "convivervi" per diverso tempo senza creare problemi, salvo scatenare reazioni più o meno violente in presenza di condizioni favorevoli, motivo per il quale, si può essere portatori del batterio e rendersene conto mesi e mesi più tardi. Generalmente l'infezione tende ad avere sfogo al minimo crollo delle difese immunitarie (un periodo di stress, una ferita, cambiamenti climatici, influenze e via di seguito). Lo stafilococco aureo può colpire le aree più diversificate, tra le quali, frequenti sono: - apparato gastrointestinale, - vie urinarie, - epidermide, - ghiandole, - sistema nervoso centrale, - apparato respiratorio. I sintomi, in base all'area colpita, possono essere di conseguenza molto diversi tra loro. Partendo da pustole pruriginose, ghiandole ingrossate, difficoltà respiratorie, cistiti e mastiti (nel caso di donne incinte), ed andando a finire alla più tipica reazione gastrointestinale con sintomi molto simili a quelli da intossicazione alimentare: vomito, diarrea, crampi addominali. In tutti questi casi, frequente sarà comunque la temperatura corporea leggermente alta, segno distintivo di infezione in atto. L'igiene è sicuramente la prima misura preventiva da mettere in atto. Per cui occorre lavare bene frutta e verdura, lavarsi frequentemente le mani, cuocere bene i cibi come carne e uova, prestare particolare attenzione quando ci si trova in luoghi pubblici. Se nonostante ciò, lo stafilococco non dovesse starvi alla larga, non c'è da preoccuparsi. Esistono infatti terapie antibiotiche molto valide che riescono a debellare l'infezione con successo. E' però prima necessario sottoporsi a test medici per accertarsi innanzi tutto della presenza del batterio, e poi della sua natura. A tale scopo entrerà in gioco l'antibiogramma, un esame in vitro in grado di stabilire anche se il batterio sarà reattivo oppure no all'antibiotico prescritto.
 
 
 
 

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