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Unghia incarnita: come curarla

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La funzione di protezione dell’unghia può essere minata dalla formazione dell’onicocriptosi, in altre parole la comune unghia incarnita, con effetti non solo fastidiosi ma anche antiestetici. L’alluce è il dito più comunemente colpito, e gli adolescenti e anziani sembrano le fasce di età più interessate. Alla base di questa problematica non vi è solo una predisposizione genetica a una malformazione ungueale, ma alcuni fattori o cattive abitudini, come ad esempio l’utilizzo di calzature non adatte, troppo strette o troppe corte, una pedicure scorretta, arrotondando gli angoli dell’unghia, eccessiva sudorazione del piede e una scarsa igiene dello stesso. Senza escludere fattori predisponenti quali diabete, obesità, insufficienza renale, disturbi della tiroide e cardiopatie, nonché può essere l’effetto collaterale dovuto all’uso di farmaci contenenti retinoidi. Tutto ciò potrebbe portare alla penetrazione della lamina dell’unghia nelle parti laterali dei tessuti molli che la circondano, provocando dapprima gonfiore localizzato con dolore alla pressione, arrossamento e edema (stadio lieve), successivamente, se non trattata tempestivamente, ispessimento della pelle con infiammazione e uscita di pus (stadio moderato) fino allo stadio più grave con cronicizzazione dell’infiammazione e ipertrofia del letto ungueale. Il trattamento dell’unghia incarnita parte da rimedi naturali fino ad arrivare a veri e propri interventi chirurgici nei casi più gravi. I rimedi naturali fai da te comprendono pediluvio tiepido anche più volte al giorno, utilizzo di scarpe comode che non comprimano le dita, pulizia del piede in modo da mantenerlo il più possibile asciutto, creazione di uno spazio tra l’unghia e la zona infiammata con un po’ di cotone o filo interdentale da cambiare giornalmente, uso di antinfiammatori se il dolore è eccessivo. Questo trattamento curativo e preventivo se risulta insufficiente e i sintomi persistono, con compromissione del sistema immunitario, per evitare la cronicizzazione ma anche la comparsa di recidive, deve essere sostituito da un trattamento chirurgico con l’onicectomia, ovvero l’asportazione parziale o totale dell’unghia. Entrambi gli interventi sono effettuati in anestesia locale e impediscono alla matrice di far ricrescere in maniera anomala l’unghia, e l’uso di antibiotici locali da applicare fino a 15 giorni dopo l’intervento. L’asportazione parziale è il metodo più efficace e consiste nel taglio dei bordi dell’unghia e l’applicazione del fenolo, una sostanza che impedisce la ricrescita dell’unghia stessa e quindi la recidività della patologia. L’asportazione completa invece, viene consigliata dal podologo se l’unghia è in fase d’ispessimento causando una forte pressione nei tessuti circostanti. La prevenzione con la cura del piede rimane sempre la parola chiave anche per l’unghia incarnita.
 
 
 
 

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