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Cervello: scoperto il gene responsabile della sua velocità

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Si chiama Cadm2 il gene coinvolto nel processo di comunicazione tra le cellule celebrali e, a quanto pare, responsabile della velocità delle prestazioni cognitive. Fino a questo momento si era pensato che tutti noi avessimo la stessa intelligenza e le stesse capacità cognitive. Sicché, in presenza di qualcuno in grado di fare conti matematici, a mente ed assai velocemente, o seguire senza problemi ragionamenti logici particolarmente complessi, si pensava che fosse solo un problema di allenamento del nostro cervello. Oggi ogni certezza è stata smontata: la velocità di ragionamento del nostro cervello dipende da un gene, il Cadm2 appunto. La notizia, pubblicata sulla rivista specialistica Molecular Psychiatry, ha già fatto il giro del mondo.La scoperta, assolutamente rivoluzionaria, è imputabile a Carla Ibrahim-Verbaas che ha guidato una squadra di ricercatori dell'Università di Edimburgo, in Scozia. Lo studio si è basato su un'attenta analisi di oltre 32 mila persone di origine europea, provenienti da 12 differenti paesi e, soprattutto, assolutamente sani.Quindi, i soggetti che si sono prestati allo studio, tutti di età superiore ai 45 anni, non erano affetti da demenza, né vi erano casi in famiglia. I ricercatori hanno chiesto ai volontari di svolgere alcuni test cognitivi. L'esame a cui venivano sottoposti comprendeva anche lo svolgimento di compiti facilissimi ed eseguibili in pochissimo tempo. Contemporaneamente, i ricercatori hanno analizzato il profilo genetico di tutti i volontari che si sono sottoposti allo studio. Confrontando i risultati della propria indagine con quella dei test cognitivi, i ricercatori hanno realizzato una tabella della velocità di ragionamento associabile alle differenze del Dna. Con questo studio, dunque, quello che era stato ipotizzato da tempo, oggi trova conferma: tutto è riconducibile a delle varianti genetiche. Così, i soggetti più lenti che necessitavano più tempo per completare il test cognitivo, presentavano una variante del gene Cadm2, importante nel processo di comunicazione tra le cellule della corteccia frontale e quelle della corteccia cingolata. Alla luce di ciò, la notizia sembrerebbe chiarire perché alcune persone subiscono un certo declino cognitivo, sconosciuto ad altri.
 
 
 
 

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