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Invisibile e sottocutaneo: un nuovo tatuaggio hi-tech per tenere traccia della storia vaccinale

Grazie alla tecnologia di un team americano si potrà imprimere un marchio invisibile e a inchiostro infrarosso che comprenda la storia delle coperture vaccinali di una persona.

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Oggi, la corretta valutazione delle coperture vaccinali personali è necessaria per disporre delle informazioni riguardanti richiami, tempi di somministrazione e vaccini mancanti. Fortunatamente, tutti questi dati sono registrati nei database di competenza statale, ma ciò non si estende a molti altri Paesi del mondo, soprattutto se in via di sviluppo.

Un team di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology ha concluso uno studio in grado di affrontare questa problematica, una delle più grandi della salute pubblica: la tecnologia messa a punto, pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine, è infatti in grado di ricostruire il percorso vaccinale di ogni persona.

L'operazione si basa su una marchiatura hi-tech che viene effettuata al momento della vaccinazione e consiste in un dispositivo adesivo dotato di minuscoli aghi che iniettano il farmaco desiderato e delle microparticelle recanti le informazioni sul vaccino stesso: un'impronta sottocutanea che, grazie a una lettura mediante smartphone, permetta al successivo personale sanitario di capire la storia vaccinale del paziente. Le microparticelle sono punti quantici biocompatibili, ossia minuscoli cristalli semiconduttori in grado di emettere una luce nel vicino infrarosso, che sfugge alla vista, è sicura per l'utilizzo umano e, soprattutto, rimane leggibile per cinque anni.

L'autore principale dello studio, Kevin McHugh, in copertina su Science Translational Medicine per la scoperta, ha affermato che il dispositivo contrasterebbe in modo efficace le morti per malattie prevedibili, tra cui morbillo, parotite e rosolia, le cui mancate vaccinazioni causano ogni anno 1,5 milioni di decessi nel mondo.

La tecnologia, testata su animali (maiali e ratti) e sulle cellule della pelle umana coltivate in vitro, ha già sollevato dubbi e scetticismi da parte di diversi esperti della comunità scientifica, poiché, come afferma sulla rivista Scientific American il bioingegnere Mark Prausnitz, la privacy del paziente sarebbe compromessa in quanto il tatuaggio invisibile porterebbe informazioni mediche personali. Tuttavia, la creazione di dati aggiornati e validi per salvare milioni di vite umane potrebbe far passare in secondo piano questa considerazione.


 
 
 
 

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