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Tumore al seno: un test per dire addio alla chemio

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In Italia, ogni anno, circa 48.000 donne si ammalano di cancro al seno. Una diagnosi devastante sebbene l’approccio chirurgico e le terapie abbiano fatto passi da gigante. Oggi c’è un’altra nota positiva: il test Oncotype promette di evitare la chemioterapia nei casi in cui non sia strettamente necessaria.

Secondo i protocolli, per determinati tipi di neoplasia, l’intervento di asportazione non è risolutivo. La metà delle pazienti colpite da cancro alla mammella deve sottoporsi a sedute di chemioterapia dai numerosi effetti collaterali e dai costi onerosi per il Sistema Sanitario Nazionale. 

Non dover fare la chemio adiuvante è la rivoluzione promessa da un test molecolare in grado di stabilire non solo se la chemioterapia avrà buoni risultati, ma anche una possibile ricaduta a distanza di 10 anni dalla diagnosi. Inoltre, Oncotype fornisce tutta una serie di informazioni estremamente utili per il trattamento delle pazienti colpite da tumore invasivo della mammella. Rivela i linfonodi negativi o positivi fino a un massimo di tre e le donne con recettori ormonali positivi. Individua le pazienti che in base ai prelievi biologici e chimici sono borderline (cioè al confine tra tumore benigno e maligno) in modo da includere o escludere il trattamento chemioterapico in aggiunta alla terapia a base di ormoni.

L’efficacia di Oncotype è stata valutata all'interno di sei studi differenti che in totale hanno coinvolto 4.000 pazienti con cancro al seno. Il test ha dimostrato che una donna su quattro, da sottoporre a chemioterapia in base ai protocolli utilizzati finora, possono evitare le sedute. Al tempo stesso, è stato scoperto che l’8% di queste pazienti deve aggiungere la chemio alla sola terapia ormonale che tende a essere il piano di cura preferenziale. Il test genomico ha un grado molto alto di affidabilità. Senza contare che rappresenta un enorme aiuto fisico e psicologico per le donne messe a dura prova. 

Il programma di sperimentazione si chiama "PONDx" ed è stato avviato all'inizio del 2016. Le pazienti ammesse al test possono farlo gratuitamente. Nel Lazio, il progetto è attivo in 11 Centri specializzati e le pazienti monitorate sono oltre 600. Numeri simili per Lombardia, Piemonte e Campania. I dati sono raccolti e organizzati in un database nazionale e presto saranno presentati e discussi nei diversi Congressi medici. 

Francesco CognettiDirettore del reparto di Oncologia Medica presso l’Istituto Nazionale Regina Elena di Roma, uno dei centri coinvolti, ha dichiarato: 

"Il test Oncotype DX© ci aiuta a individuare meglio le pazienti che hanno una prognosi più sfavorevole e ci dice quali di queste possono giovarsi di un trattamento chemioterapico in aggiunta all'ormonoterapia sia in pre che in post-menopausa".

Il test è un esempio di quanto sia importante sostenere la ricerca medica che giorno dopo giorno raggiunge nuove frontiere.


 
 
 
 

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