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Sindrome del bambino scosso: pericolositĂ  e possibili conseguenze

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Non si parla ancora sufficientemente della "Shaken Baby Syndrome" (SBS) ovvero la "Sindrome del bambino scosso" , ma essa rappresenta un problema grave, che può anche avere esiti fatali per la vita del bambino.

Le sue difficoltà di diagnosi non rendono possibile ricavare statistiche sicure sull'incidenza di questa pericolosa sindrome ma, in Italia, parrebbe riguardare 3 bambini ogni 10.000, di età inferiore ad un anno, anche se è possibile che i casi siano molti di più.

SBS: Cos’è e a che età si sviluppa?

La "Sindrome del bambino scosso" è la diretta conseguenza di un importante maltrattamento fisico, generalmente compiuto all’interno dell’ambiente familiare, che riguarda bambini sotto i 2 anni di vita. Il pianto senza tregua del bambino porta a scuoterlo in maniera violenta portando un conseguente trauma sull’encefalo e successive possibili complicazioni neurologiche.

I muscoli cervicali dei neonati sono, infatti, ancora molto deboli e incapaci di sostenere la testa. Uno scossone dato con forza può portare al movimento del cervello nel cranio con successive ecchimosi, gonfiore e sanguinamento dai tessuti. Un quadro clinico estremamente grave. Il picco di gravità per questa condizione si ha tra le prime due settimane e i sei mesi di vita, dove la struttura ossea risulta molto fragile e il pianto del bambino più frequente e pesante.

SBS: Cosa la scatena?

L’interminabile pianto del bambino spesso porta gli adulti a comportamenti inappropriati non riuscendo a comprenderne le cause per farlo cessare. La sensazione di impotenza porta ad azioni estremamente pericolose (magari anche inconsapevoli) come, appunto, lo scuotimento del neonato.

A poter causare questo fenomeno possono essere i genitori, ma anche altri figure educative o, ad ogni modo, legate all’accudimento dei bambini come i nonni o le babysitter. Alcuni fattori di rischio sono stati individuati e restituiscono l’immagine di situazioni familiari problematiche come una famiglia mono-genitoriale, età della madre inferiore ai 18 anni, uso di alcol o droghe e frequenti episodi di violenza in ambito familiare. Tuttavia, un momento di esasperazione può colpire indistintamente chiunque e andare a toccare qualunque famiglia in qualunque situazione.

SBS: Quali possono essere le conseguenze?

Possono verificarsi danni di tipo neuropsicologico con conseguenze gravi allo sviluppo motorio e intellettivo del bambino come deficit alla memoria o alle proprietà del linguaggio, ritardo mentale e psicomotorio. Viene stimato che solo nel 15% dei casi di SBS non vi sia alcuna conseguenza per il neonato. Inoltre, è bene sottolineare che nel 25% dei casi, la "Sindrome del bambino scosso" può anche portare al coma e alla morte.

SBS: Come prevenirla?

Le figure coinvolte nell’accudimento del bambino devono aver ben chiaro che il pianto è solo un mezzo di comunicazione, per quanto esso possa essere esasperante. Il bambino richiede qualcosa che esso sia cibo, calore o semplice contatto umano e la soluzione migliore è identificare il bisogno senza perdere la pazienza.

La prevenzione per la SBS si basa sull’informazione. Ossia, rendere genitori e vario personale coinvolto nell'accudimento dei bambini edotto sulla pericolosità di questa sindrome, in maniera da evitare del tutto ogni possibile rischio per la salute del loro piccoli.


 
 
 
 

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