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Disturbi alimentali: scoperta l'influenza del rapporto padre - figlia

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Mai come nella società contemporanea il culto dell'immagine e dell'esteriorità sono stati dei canoni tanto fondamentali per la qualità della vita umana. Ogni persona viene giornalmente sottoposta ad una dose non indifferente di immagini e messaggi che comunicano un ideale di bellezza quasi impossibile da raggiungere, che per il corpo femminile prevede in particolare la magrezza come caratteristica fondamentale dando così il via libera all'insorgere di disturbi alimentari come l'anoressia e la bulimia.

Entrambe le malattie hanno un origine di tipo psicologico molto complesso e nonostante il loro studio continui da anni, affermare con precisione quale sia il fattore scatenante per il loro inizio è quasi impossibile essendo piuttosto una compartecipazione di diverse motivazioni tra cui l'ossessione verso canoni di bellezza irraggiungibili, l'utilizzo di alcool e la bassa autostima.

Di recente, tuttavia, un importante passo avanti nella comprensione dell'anoressia e della bulimia è avvenuto presso la Charles Sturt University grazie allo studioso Jhon Touissant, il quale ha per la prima volta teorizzato la possibile influenza del rapporto padre-figlia nella concezione del proprio corpo di quest'ultima.

I risultati dell'intervista, volta ad indagare la considerazione che le pazienti possedevano del proprio padre, hanno dimostrato come la maggior parte delle donne affette da bulimia considerasse la propria figura paterna come distante (36% sul totale), mentre quelle affette da anoressia lo definisse iperprotettivo (42% del totale).

Soltanto quindi il 22% delle pazienti che hanno preso parte allo studio, corrispondente a circa un quinto del totale, affermava di avere un padre ed amorevole e presente. Dal punto di vista della responsabilità dei genitori, la credenza fino a prima radicata che fosse principalmente la madre ed i suoi atteggiamenti a causare l'insicurezza delle figlie viene sostituita dal suo esatto opposto.
Lo studioso stesso ha comunque ribadito come il fattore da lui analizzato, nonostante la validità confermata dall'esperimento, non rappresenti certo la sola causa e lo studio in materia resta ancora da ampliare.

All'analisi oltreoceano è poi susseguito anche un esperimento italiano, condotto al Centro per la cura dei disturbi mentali che ha sede alla Molinette  (Torino) e conferma i medesimi risultati ampliando però le informazioni ottenute affermando che il medesimo meccanismo si instaura anche nella mente dei pazienti maschi, che seppure in numero minore posso soffrire ugualmente di anoressia e bulimia.

In futuro, le nuove informazioni acquisite potranno funzionare come prevenzione dallo sviluppo delle malattie o aiutare nella cura psicologica. Ancora una volta, comunque, viene sottolineata l'importanza di un buon rapporto tra genitori e figli per il corretto sviluppo psicologico di questi ultimi.


 
 
 
 

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