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Disturbi alimentari: associati alla carenza di "molecola del buon umore"

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Con disturbi alimentari si intendono tutti quei comportamenti che esprimono un rapporto conflittuale, o comunque non sano, con il cibo, come anoressia, obesità e bulimia. Essi hanno radici profonde e solitamente insorgono nell'individuo soggetto a malessere interiore, causato da una bassa autostima di sé o dall'influenza di relazioni sociali nocive. Il tutto si traduce in forme d'ansia più o meno forti, che oggigiorno finiscono per manifestarsi per lo più con una preoccupazione ossessiva per il peso-forma

A studiare la correlazione tra questi fenomeni è Graziano Pinna, ricercatore italiano presso l'Università dell'Illinois.
Secondo i risultati ottenuti da Pinna e pubblicati su Neuropsychopharmacology, l'anello di congiunzione tra ansia e disturbi alimentari ha un nome: l'allopregnanolone.


La molecola del buon umore

L'allopregnalone è un prodotto della metabolizzazione del progesterone, l'ormone femminile per eccellenza, e la sua carenza è stata associata a episodi depressivi cronici, tanto che è stato definito come la "molecola del buon umore".
Sono molteplici, infatti, le ricerche scientifiche a dimostrazione del fatto che livelli adeguati di allopregnanolone contribuiscano a tenere alto l'umore, favorendo sensazioni di benessere durature nel tempo.

Quando questa molecola viene a mancare o non è sufficiente, è più facile lasciarsi schiacciare da crisi d'ansia e depressione, provocando repentini picchi umorali, che alternano tranquillità a momenti di totale sconforto.


Umore e alimentazione

Negli individui affetti da anoressia, obesità e bulimia, o in generale da fissazioni alimentari, sono presenti gli stessi improvvisi sbalzi umorali come caratteristica distintiva del disturbo, tra cui anche depressione, forti momenti di ansia e inquietudine.Da qui, la connessione tra i due fenomeni, ovvero la carenza di allopregnanolone e i comportamenti alimentari problematici, sembra evidente.

Proprio per confermare l'ipotesi di una correlazione diretta tra allopregnanolone e i disturbi dell'alimentazione, Pinna ha effettuato un esperimento.
Ha raccolto diverse partecipanti di sesso femminile, sia in salute che con un rapporto disequilibrato con il cibo, assicurandosi che a nessuna di esse fosse stata diagnosticata o presa in cura alcuna forma di ansia o depressione.
Dopo averle divise in 3 gruppi (12 donne sofferenti di anoressia nervosa, 12 donne nel loro peso forma e 12 donne obese), ha prelevato loro il sangue e lo ha fatto analizzare. Dai dati raccolti al termine del test, è risultato che l'allopregnanolone è presente in misura minore nel sangue delle donne affette da disturbi alimentari.

Nel caso delle donne con anoressia, la percentuale di allopregnanolone era il 50% in meno rispetto ai valori delle donne normopeso; mentre nel caso delle donne affette da obesità, i livelli di allopregnanolone erano più bassi del 60% rispetto alle donne sane.

In sintesi, più i livelli di allopregnanolone sono bassi, più è possibile ricadere in ansia e depressione, e quindi, soprattutto per il sesso femminile, più è probabile essere soggetti a disturbi alimentari.


 
 
 
 

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