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L'incredibile fenomeno psichico chiamato sogno

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A chiunque è capitato di svegliarsi la mattina ricordando di aver sognato qualcosa, senza però ricordare esattamente cosa, ma solo immagini vaghe e sbiadite, e voler subito indagarne il significato, magari su un libro o cercando su siti internet, affinché persone più o meno esperte possano darne un’interpretazione. La verità è che tutti sogniamo, ma c’è di più: lo facciamo tutte le notti! Se non sempre ricordiamo i nostri sogni è perché esso deve essere rielaborato dalla psiche, ma spesso non ne ha il tempo. Questo perché il sonno si suddivide in 5-6 cicli che si ripetono durante la notte, ognuno della durata di circa 70-80 minuti che costituiscono il passaggio dal sonno leggero a quello più profondo. Il momento di transito tra queste due condizioni fisiche è detta fase NREM (non REM) seguita dal sonno profondo vero e proprio, individuabile dalla paralisi degli arti e da movimenti oculari rapidi (rapid eye movements) cioè, appunto, fase REM. Ed è in quest’ultima fase che i sogni si manifestano, scientificamente dimostrati da un particolare fenomeno di inversione dei neurotrasmettitori cerebrali. Il fascino dei sogni ha coinvolto tutte le epoche dello sviluppo umano e fin dall’antichità, Greci e Romani consideravano questo strano fenomeno come un segnale premonitore per gli eventi futuri distinguendo, addirittura, quelli veritieri da quelli menzogneri. In seguito, fu Freud che con i suoi studi onirici ha ridimensionato queste credenze mistiche dandone un taglio più scientifico. Egli infatti, mostrò per primo (succeduto da Jung) come i sogni potessero rappresentare desideri repressi, verità o paura che il nostro inconscio mette a nudo durante la notte. Il cervello, dunque, rielabora tutti quei sentimenti, desideri e speranze a livello inconscio, trasformandoli in sogni nei quali si è protagonisti. Con l’avvento della psicoanalisi si è sviluppato un metodo per indagare la psiche umana proprio analizzando i sogni, finchè negli anni ’70 questo approccio è stato messo in discussione dai ricercatori di Harvard, Hobson e McCarley, i quali hanno affermato che i sogni sono il prodotto di impulsi nervosi del tutto casuali. Ipotesi, che è stata supportata dalla tecnologia dei macchinari oggi disponibili, come PET o tomografia a emissione di positroni, grazie ai quali è possibile mappare le varie aree del cervello. Le scariche elettriche del cervello, sono le responsabili delle immagini e delle sensazioni che il cervello concretizza con i sogni. La cosa più importante, comunque, resta il fatto che sognare è necessario, perché i sogni sono utili per il benessere e l’equilibrio psicofisico. E nel corso della storia si è visto come molte delle creazioni artistiche più geniali, siano state partorite, dai loro autori, proprio durante i loro sogni.
 
 
 
 

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