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Energy drink: attenzione ai rischi

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Il caldo non dà tregua? Niente di meglio che rinfrescarsi con una bevanda fredda. Negli ultimi anni,però, la rinfrescante limonata ha lasciato il posto a bibite energetiche e zuccherine. C’è stato un vero e proprio boom di vendite in Italia e nel resto d’Europa, fatta eccezione per la Danimarca che ne ha vietato la vendita perché gli energy drink hanno diverse controindicazioni e gli effetti a lungo termine non sono noti. Un'incertezza che ha spinto gli Stati Uniti a metterli al bando già da un po’ di tempo. 

Simona Chialastri, biologa nutrizionista dell’Istituto Neurotraumatologico Italiano nonché docente all'Università Tor Vergata, spiega: 

"Queste bibite sono composte principalmente da caffeina, una sostanza psicoattiva che stimola il sistema nervoso aumentando la frequenza cardiaca e favorendo l'insonnia".

Un aiuto in caso di intensa attività fisica, ma da consumare con cautela perché a dosi elevate possono provocare una serie di effetti indesiderati quali nervosismo, battito cardiaco irregolare e insonnia oltre a disturbi gastrointestinali dovuti all'anidride carbonica aggiunta per rendere la bevanda gassata. Tra gli aspetti negativi anche la difficoltà a stare in piedi o intolleranza ortostatica, transitoria perdita di coscienza, visione offuscata, vertigini e nausea. Sono malesseri reversibili: spariscono quando si sospende il consumo degli energy drink.

L’allarme sul consumo riguarda soprattutto i giovani con un'età compresa tra i 15 e i 35 anni. Una ricerca dell’Università di Catanzaro pubblicata sulla rivista Alcoholism: Clinical & Experimental Research ha confermato che il 55% degli adolescenti ne fa un uso smodato, cioè 4-5 lattine quotidiane. Ogni giorno, un adulto sano può consumare una dose di 400 mg di caffeina, una quota che scende a 100 mg per gli adolescenti. Bastano una tazzina di caffè (80 mg), un bicchiere di coca cola (35 mg) e una sola lattina di bevanda energetica per superare il limite tollerabile. Inoltre questa tipologia di bibita contiene la taurina che avrebbe il potere di aumentare l’effetto della caffeina riducendo il senso di stanchezza, il guaranà noto per l’efficacia stimolante e le vitamine energetiche del gruppo B. In genere sono aggiunti saccarosio e minerali quali sodio e potassio.

È proprio il contenuto delle bibite energizzanti che fa dire alla professoressa Simona Chialastri:

"Bisognerebbe farne un consumo estremamente moderato o evitarle del tutto". 

Un altro aspetto non trascurabile riguarda gli zuccheri contenuti nelle bevande energetiche: possono concorrere all'obesità specie se il consumo è prolungato nel tempo. 

Come accennato, in America gli energy drink sono poco diffusi. Un recente studio USA ha messo in luce che chi consuma bevande di questo tipo accusa maggiori problemi al sistema cardiocircolatorio e alla pressione arteriosa rispetto a chi beve solo caffè. 
Per dissetarsi non resta che rispolverare i buoni e salutari centrifugati di frutta e l’acqua fresca. Due litri al giorno perché l’ "oro blu" non ha controindicazioni.


 
 
 
 

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