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Mezzi di contrasto per risonanze magnetiche: quali sono le nuove linee guida

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Per garantire la sicurezza dei pazienti che si sottopongono agli esami di risonanza magnetica l'ISMRM (International Society for Magnetic Resonance in Medicine) ha messo a punto nuove linee guida per l'impiego dei liquidi di contrasto. In particolare è stato deciso di non somministrare soluzioni di contrasto a base di gadolinio se non sono necessarie per l'esame.

Il gadolinio è un metallo pesante che è utilizzato per creare liquidi di contrasto per le scansioni RM in quanto interagisce con il campo magnetico della risonanza. Di conseguenza nelle immagini è facile visionare le zone dove la sostanza è presente e dove no. Anche se il suo uso è fondamentale per effettuare determinate diagnosi (esami vascolari, tumori cerebrali oppure infiammazioni), bisogna impiegare il gadolinio in forma chelata. Per ridurne la tossicità la sostanza è legata ai chelati, cioè a strutture complesse che ne facilitano l'eliminazione attraverso il fegato o i reni. Proprio per questo motivo sono previsti esami di funzionalità renale prima di sottoporsi alla risonanza magnetica. 

Fino a poco tempo fa si riteneva che la ritenzione di gadolinio portasse come unico effetto negativo alla fibrosi sistemica nefrogenica nel caso in cui il paziente fosse affetto da insufficienza renale. Invece si è scoperto recentemente che parte del mezzo di contrasto si deposita nei tessuti cerebrali. Quindi non tutti i residui vengono eliminati, ma rimangono nei nuclei dentati del cervelletto e nei nuclei della base.

I rischi per la salute del paziente sono legati all'effetto cumulativo causato da numerose somministrazioni nel corso del tempo e riguardano soprattutto le soluzioni lineari. Anche se non è stato accertato un legame tra l'accumulo di gadolino nell'organismo e l'insorgenza di disturbi degenerativi del sistema nervoso centrale, il PRAC (Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza) dell’EMA ha deciso di sospendere le autorizzazioni per commercializzare quattro mezzi di contrasto lineari.

I prodotti sospesi sono l’acido gadobenico, il gadodiamide, il gadoversetamide per via endovenosa e l’acido gadopentetico. Al tempo stesso il PRAC ha raccomandato che l'acido gadossetico e l'acido gadobenico vengano impiegati soltanto in casi di rilevante necessità e per le scansioni epatiche, mentre l’acido gadopentetico solo per quelle articolari.

Si tratta di un'azione preventiva per contrastare un eventuale e ipotetico danno alla salute dei pazienti. Così gli specialisti dovranno valutare volta per volta se l'impiego di mezzi di contrasto a base di gadolinio sia necessario in una determinata situazione. La decisione andrà fatta tenendo conto del rischio di accumulo e dei benefici che il soggetto otterrà effettuando questo particolare metodo di diagnosi rispetto ad altri esami alternativi.


 
 
 
 

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