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Microplastiche nell'acqua potabile: un rischio da monitorare

E’ allarme microplastiche. Per l’Organizzazione mondiale della sanità si sa troppo poco su questi agenti inquinanti che sarebbero potenzialmente pericolosi per la salute

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Le microplastiche sono piccole particelle provenienti dalla degradazione di materiali sintetici e tessuti che finiscono per contaminare l’acqua potabile. Un rapporto dell’OMS pubblicato nel 2019, "Microplastics in drinking water", ha evidenziato che queste microscopiche molecole si trovano ovunque, dalle bottiglie ai tappi di plastica, ed entrano in circolo anche nei rubinetti di casa attraverso gli scarichi industriali e le acque di refluo. Sono formate per la grande maggioranza da fibre e la loro dimensione può variare da pochi micrometri fino a 5 mm.
I possibili pericoli derivati dall’assunzione di questi agenti sono di natura chimica e fisica a causa della loro tossicità per organi e tessuti in cui si accumulano.
L’ente sottolinea che fino a questo momento sono stati effettuati solo 9 studi sull’effettiva pericolosità per la salute di queste particelle che ingeriamo quotidianamente, ma precisa che da questi si è potuto constatare che le microplastiche più grandi non vengono assorbite dall’organismo e vengono espulse, mentre quelle più piccole non sono ancora in quantità sufficienti da rappresentare un pericolo.
Tuttavia secondo l’OMS i suddetti studi sono stati attuati con criteri e strumenti diversi e su materiali diversi per cui il livello di attendibilità non è sufficientemente elevato. E' necessario mettere a punto "metodi standard per misurare la presenza e per studiarne le fonti, così come per valutarne le conseguenza sull’organismo".
Il direttore del Dipartimento di sanità pubblica Maria Neira ha comunque precisato che si ritiene che ai livelli attuali di concentrazione i rischi per la salute siano bassi, ma è importante comunque studiare più a fondo il fenomeno per capire come arginarne l’eventuale aumento di pericolosità in futuro.
Il report mette in risalto come le moderne tecnologie di trattamento delle acque reflue siano in grado di eliminare circa il 90% delle microplastiche dalle acque ma che allo stato attuale gran parte della popolazione mondiale non beneficia di questi trattamenti. Secondo Maria Neira è indispensabile "fermare l’aumento dell’inquinamento da plastica in tutto il mondo", allo scopo di diminuire i rischi e di migliorare la vivibilità del pianeta.


 
 
 
 

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