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Relazione tra cancro e radiazioni da cellulari nei topi: "Nessun legame con lʼuomo"

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Il legame tra cancro e radiazioni del cellulare sembra trovare una conferma grazie alla ricerca effettuata dall’agenzia pubblica americana National Toxicology Program. 

  

Tumori e cellulari, lo studio che coinvolge i topi

Si tratta della correlazione tra tumori e telefonini 2G e 3G, modelli ormai superati ma che avrebbero provocato il cancro nei topi maschi. La ricerca, commissionata dalla Food and Drug Administration, è costata 30 mila dollari ed ha analizzato 3 mila topi nel giro di 10 anni arrivando alla conclusione che i cellulari di vecchia generazione aumentano il rischio di cancro, ma non senza alcuni dubbi.

I ricercatori hanno esposto a onde radio (si parla di frequenza di 900 megahertz) alcuni topi adulti, altri sono stati messi in gabbie simili ad antenne cellulari ed altri ancora sono stati esposti a radiazioni in fase gestazionale; il 5/7% del campione di sesso maschile è risultato a rischio di tumore maligno al cuore mentre gli esemplari femminili non hanno ottenuto lo stesso riscontro.

Sempre i ratti maschi sono più soggetti al cancro alle ghiandole surrenali ma, nello stesso tempo, hanno una durata della vita superiore alla media.

La ricerca era stata promossa dall'amministrazione Clinton ed è una delle indagini più importanti mai effettuate sul genere.

Serve cautela per interpretare i dati

Secondo John Butcher, capo del National Toxicology Program, "il legame tra radiazioni a radiofrequenza e tumori nei ratti maschi è reale", ma le radiazioni non possono essere comunque paragonate in quanto i topi sono stati completamenti irradiati mentre gli umani tengono il telefono solo all'orecchio o in tasca e non continuamente, dunque l'esposizione localizzata è molto diversa da quella continua a cui sono stati esposti i topi.

La ricerca, oltretutto, non comprende i telefoni di ultima generazione, ma soltanto quelli 2G e 3G, che non sono più in commercio, usati negli anni '90 e fino al 2012 quando arrivarono quelli 4G. La differenza può essere sostanziale se si considera che i cellulari 4G attuali e quelli in arrivo 5G dovrebbero funzionare con frequenze meno penetranti.

Lo studio, insomma, mette in relazione il rischio cancro alle radiazioni cellulari, ma i dati sembrano ancora sfuggenti sia per quanto riguarda la differenza tra i sessi sia per il tumore al cervello, che non ha avuto evidenze certe.

Bisogna considerare che i ratti sono stati esposti alle radiazioni per nove ore al giorno e con frequenze più alte rispetto a quelle dei cellulari attuali, tutti motivi che confermano come l'indagine, seppur utile, va presa con la dovuta cautela.


 
 
 
 

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