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Tonsillectomia: in molti casi la rimozione non è necessaria

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La tonsillectomia consiste nella rimozione delle tonsille ed è necessaria quando esse sono colpite da continue infezioni e infiammazioni.

È importante capire quando è necessario l'intervento chirurgico perché non si tratta di un problema di poco conto. Sottoporre un bambino a questa operazione, significa privarlo del tessuto linfatico che svolge una funzione immunitaria e di difesa nei confronti di agenti esterni.

Grazie ad uno studio effettuato nel Regno Unito, su circa 18 mila bambini, è stato dimostrato che analizzando le cartelle cliniche, la maggior parte di essi, non aveva bisogno dell'intervento chirurgico. Un dato che lascia senza parole, perché questi interventi ritenuti inutili, hanno avuto un certo peso sul sistema sanitario nazionale britannico.

I disturbi che possono provocare le tonsille infiammate o le adenoidi ingrossate sono molteplici: gonfiore, difficoltà a deglutire, sanguinamento e difficoltà a respirare. L'ingrossamento delle adenoidi può disturbare la qualità del sonno, in quanto ostruiscono l'apparato respiratorio.

Per capire la gravità del problema, il paziente viene sottoposto ad un esame che prende il nome di pulsossimetria, che permette di individuare eventualmente la presenza di apnee notturne e di identificarne la gravità per decidere come intervenire.

Franzo Trabalzini, responsabile del reparto di Otorinolaringoiatra e neurochirurgia di Firenze, spiega quali sono le linee guida da seguire per accertare il ricorso all'intervento. Esso deve avvenire esclusivamente quando le tonsilliti acute siano abbastanza ricorrenti durante l'anno, o si manifestano per 2-3 anni consecutivi o si è in presenza di un ascesso tonsillare, per cui si richiede di intervenire tempestivamente.

In tutti gli altri casi, bisogna optare per una cura medica a base di antibiotici. La tonsillectomia non è esente da rischi ed effetti collaterali. Ci sono una serie di inconvenienti che possono derivare dall'operazione, come il sanguinamento durante o post intervento, gonfiore alla lingua, infezioni e cattiva risposta agli anestetici.

Il ricorso alla chirurgia può sembrare la strada più facile e rapida da percorrere, ma in queste circostanze bisogna essere prudenti e valutare seriamente il caso. La bravura di un dottore sta infatti nel capire quando è preferibile operare e quando no.


 
 
 
 

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