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Tumore al seno: la nuova ecografia in 3D per la diagnosi precoce

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Il cancro al seno è la forma tumorale più frequente nella popolazione femminile. Si tratta di una malattia potenzialmente grave, che se non curata in tempo, può comportare anche la morte del soggetto. Il tumore è dovuto ad una moltiplicazione incontrollata di cellule della ghiandola mammaria, che si trasformano in cellule maligne.

Esistono diverse tipologie di cancro al seno: le forme invasive e le forme non invasive. Inoltre si possono riconoscere diversi stadi del suo sviluppo. Tutto dipende da quando viene diagnosticato e, in base al suo stadio, seguire la giusta cura.

In genere nella fase iniziale del tumore, non si hanno sintomi particolari. È chiaro che si può sempre controllare con la propria mano, palpando entrambi i seni, per accorgersi eventualmente della presenza di qualche nodulo. I sintomi possono essere: un cambiamento della forma del seno e della pelle, dolore, alterazioni del capezzolo o perdite. Alle volte non si hanno sintomi, per cui la sua scoperta può avvenire solo attraverso un controllo preventivo.

I controlli per diagnosticare il tumore al seno sono in genere la mammografia e l'ecografia. In alcuni casi specifici si può ricorrere anche alla risonanza magnetica.

Nel caso in cui il medico si accorga di un nodulo o di una formazione sospetta, può consigliare un'agobiopsia.

Oggi si può parlare di una nuova frontiera per la prevenzione contro il tumore al seno. Esiste una particolare mammografia, quella in 3D, che permette di individuare oltre il 30% in più dei tumori, rispetto agli esami tradizionali.

Queste affermazioni derivano da uno studio svedese, che hanno esaminato ben 15.000 donne per cinque anni. La mammografia in 3D, integrata con la tomosintesi, permette di individuare anche lesioni molto piccole del tumore.

Essa cattura diverse immagini a raggi X, da diverse angolazioni, che vengono poi ricostruire con il computer e permettono di studiare meglio tutti gli strati del seno. A tal proposito è intervenuta Sophia Zackrisson, professoressa della Lund University, affermando che questo metodo risulta estremamente efficace, soprattutto nei casi di seno denso, o quelli più difficili da studiare.

Negli Usa, la mammografia in 3D è già utilizzata come metodo generalizzato sulla popolazione femminile. Attualmente in Italia, questo esame è indirizzato a pazienti giovani, a chi ha un elevato rischio geneticamente e per i casi di seno denso. Probabilmente in futuro, si spera fra 5 anni, sarà utilizzato su tutta la popolazione femminile.

C'è chi esprime anche i suoi dubbi in merito a questa nuova frontiera. Il direttore dell' Osservatorio nazionale screening afferma che questo metodo, essendo dotato di una maggiore sensibilità, potrebbe individuare delle forme tumorali, che non necessariamente possono evolversi in qualcosa di dannoso per l'organismo.

A parte i dubbi che ogni scoperta può suscitare, quello che è veramente importante è la prevenzione. Prevenire è meglio che curare. E' utile effettuare dei controlli periodici, è il primo passo per cercare di sconfiggere questo male del secolo.


 
 
 
 

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