web counter
ads

Alzheimer: ecco il meccanismo alla base della perdita di memoria

alzheimer-ecco-il-meccanismo-alla-base-della-perdita-di-memoria
 

Nuove speranze per chi soffre di Alzheimer. Per la prima volta, da un recente studio effettuato da studiosi italiani sulla terribile malattia che colpisce oltre 600 mila persone in Italia e ben 47 milioni circa in tutto il mondo, è stato scoperto il ruolo determinante che avrebbe una piccola zona del cervello nella malattia dell’Alzheimer.

Si tratterebbe dell’area tegmentale-ventrale, una piccola regione collocata all’interno del cervello che ha il compito di rilasciare la dopamina, una molecole molto importante che si occupa di inviare messaggi al cervello. Il mal funzionamento di questa zona, determina un influsso sull’ippocampo e di conseguenza genera un blocco della capacità di apprendimento e del ricordo.

Potrebbe dunque essere questa una delle cause dell’Alzheimer, una malattia molto diffusa che causa uno stato di demenza e un processo degenerativo che distrugge in maniera progressiva e lenta le cellule del cervello provocando la morte.

Questo tipo di malattia, che prende il nome da Alois Alzheimer un neurologo tedesco che per primo, agli inizi del ‘900 ne descrisse i sintomi, colpisce in maniera particolare la memoria e le funzioni mentali causando disturbi relativi alla mente, con difficoltà nel parlare, pensare e nel ricordare. Tra i disturbi causati dall’Alzheimer, una serie di problemi come gli stati confusionali, repentini cambiamenti di umore, e una sensazione di forte disorientamento. Inizialmente la malattia si manifesta con piccoli sintomi come la difficoltà di ricordare e la perdita di capacità intellettive. Con il passare del tempo, questi sintomi si manifestano in maniera sempre più grave causando una serie di problematica varie, come la difficoltà ad intraprendere attività quotidiane e vitali, come lo svolgimento di attività fisiologiche, vestirsi e lavarsi fino a raggiungere la completa dipendenza dagli altri, in fase avanzata si arriva addirittura a non riconoscere più i familiari. 

L’Alzheimer in passato veniva definito come ‘morbo’ o demenza senile, perché colpiva persone in età avanzata al di sopra dei 65 anni. Successivamente si è scoperto che la malattia colpisce anche soggetti al di sotto dei 65 anni, per cui è più giusto parlare di ‘demenza di Alzheimer’. Oggi, grazie alle nuove sperimentazioni e alle ricerche avanzate di scienziati italiani, la medicina compie passi avanti e ci sono speranze di trovare soluzioni in seguito ad alcune scoperte che hanno individuato un’area del cervello detta ‘tegmentale-ventrale’ che è ritenuta responsabile di questa demenza. Gli scienziati sono riusciti a scoprire i responsabili dell’errata comunicazione tra le cellule nervose che determinano la perdita della memoria e i sintomi della malattia. Questa scoperta apre la speranza ed un nuovo approccio nei confronti di questa malattia e potrebbe rivoluzionare la diagnosi e la cura della patologia dell’Alzheimer.


 
 
 
 

Guarda anche


alla-scoperta-dell-interstizio-il-nuovo-organo-del-corpo-umano
Alla scoperta dell'interstizio, il nuovo organo del corpo...

CHE COS'E' L'INTERSTIZIO? L'interstizio, secondo recenti studi, è stato...

alcol-non-esiste-una-dose-sicura-per-la-salute
Alcol: non esiste una dose sicura per la salute

Alcol e tumoreGli effetti dell’alcol sulla salute sono noti a tutti. Il...