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Diabete, le pillole sostituiscono le punture di insulina

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Un gruppo di studiosi dell'Università di Harvard ha realizzato un nuovo metodo di somministrazione per i diabetici di tutto il mondo. Il cambio di paradigma è totale. Dalle tradizionali punture fai da te alle pillole da ingerire per via orale.

Al momento, si è ancora lontani dal trovare una cura che possa estirpare una delle malattie più diffuse a livello internazionale. Il nostro Paese non è immune, visto che si contano quasi 4 milioni di pazienti. La ricerca scientifica portata avanti dai ricercatori del celebre istituto di Cambridge può però rappresentare un notevole passo in avanti rispetto all'approccio quotidiano di milioni di individui alla malattia.

Lo studio dell'Università di Harvard

La ricerca scientifica portata avanti da un gruppo di ricercatori dell'Università di Harvard potrebbe portare ad una rivoluzione in campo medico in un futuro non troppo lontano. Fino ad oggi, nessuno era riuscito a ideare un metodo che riuscisse ad eliminare, sul piano teorico, le iniezioni di insulina tramite puntura, a cui i diabetici devono ricorrere quotidianamente per mantenere il livello di glucosio nel sangue sotto controllo. Gli studiosi di Cambridge, dopo anni di ricerca, sono riusciti a realizzare una pillola che promette di rivoluzionare le abitudini delle persone affette da diabete di tipo 1.

Il merito va attribuito ai due componenti di uno speciale liquido ionico (acido geranico e colina) in cui gli studiosi hanno convogliato l'insulina. Quest'ultima è in grado di resistere all'ambiente acido grazie ad uno speciale rivestimento con cui viene realizzata la capsula esterna della pillola.

L'ottimismo dei ricercatori statunitensi

L'obiettivo concreto dei ricercatori dell'Università di Harvard è di ottenere nell'immediato futuro il semaforo verde da parte delle autorità competenti per i test clinici sull'uomo, in modo da verificare se i primi segnali positivi della ricerca possano trovare conferma anche sui pazienti affetti da diabete di tipo 1.

Nelle prossime settimane, il gruppo di ricerca proseguirà i test sugli animali, avendo la consapevolezza di poter riscrivere la storia in campo medico. Inoltre, i ricercatori statunitensi possono anche contare sul fatto che la FDA (Food and Drug Administration) si sia già espressa in maniera favorevole sui componenti del liquido utilizzato come veicolo per il trasporto dell'insulina mediante la somministrazione per bocca.


 
 
 
 

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