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Parkinson: creato un orologio che lo rileva in 10 secondi

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La tecnologia fa passi da gigante, anche nella medicina. Arriva dall'Italia una svolta epocale per il riscontro del morbo di Parkinson. Basteranno infatti 10 secondi e un orologio da polso apposito per verificare se il paziente è affetto dalla malattia o se è affetto da tremore essenziale - e quindi non ha sintomi evolutivi degenerativi.

Il dispositivo è stato pensato e sviluppato dai ricercatori del Campus Bio-medico di Roma coadiuvati dai colleghi di Oxford, che hanno già depositato il brevetto dopo aver testato la strumentazione su un campione molto vasto di pazienti. A dare risonanza ai risultati la pubblicazione sulla rivista Brain e il successo riscontrato durante il congresso internazionale sul Parkinson e i disturbi del movimento che si è tenuto a Vancouver.

Il funzionamento dell'orologio diagnostico
Si tratta in effetti di una scoperta senza precedenti, che i neurologi attendevano da tempo. L'orologio infatti non è invasivo e riesce a diagnosticare la malattia con un'accuratezza stimata del 92%, e supera in efficienza sia la diagnosi clinica che i risultati della SPECT cerebrale, che sfrutta raggi radio-nucleari dannosi per la salute per tracciare le differenze tra chi è affetto da Parkinson e chi ha un "semplice" tremore essenziale. Tra i vantaggi anche la possibilità di distribuire l'orologio in numerosi centri ospedalieri, evitando sia le chilometriche liste d'attesa sia costi eccessivamente elevati per la comunità.

Questo indice funziona senza l'ausilio dell'operatore sanitario, emette una diagnosi in tempi rapidi e si serve di un accelerometro per la diagnosi, con costi che non superano i 15 euro. Il binomio tra velocità e convenienza risiede in un algoritmo alla base del funzionamento: partendo dall'analisi del tremore, è possibile predire automaticamente la gravità del tremore del paziente. Altra applicazione pratica della strumentazione si serve della tecnologia laser per registrare a quale velocità si muove un dito a cui si applica una carta riflettente. I nuovi ritrovati tecnologici supereranno gli errori diagnostici finora riscontrati, dovuti principalmente alla similarità del Parkinson e del tremore essenziale, la cui frequenza è similare e si attesta tra i 5 e i 10 Hertz.

I vantaggi per la medicina moderna
Partendo da un campione estremamente vasto e vario, il team del neurologo del Campus romano Lazzaro Di Biase ha raggiunto un'accuratezza che avvicina la perfezione. Pazienti di tutto il mondo hanno testato l'orologio, e visto il successo non è impossibile pensare che il brevetto italo-britannico possa a breve arrivare negli studi non solo dei medici specializzati, ma anche negli ambulatori dei medici generici e persino essere commercializzato per un utilizzo domestico. In tal modo si abbatteranno i tempi di attesa e i ritardi diagnostici, stimati tra i 2 e i 5 anni per i pazienti non affetti da Parkinson. I giorni recuperati nella stima della malattia saranno importanti per la predisposizione di una terapia specifica che si pone come obiettivo il miglioramento della qualità di vita del paziente.


 
 
 
 

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