web counter
ads

Sclerosi multipla: potrà essere contrastata da un batterio intestinale

sclerosi-multipla-potr-essere-contrastata-da-un-batterio-intestinale
 

Le ricerche scientifiche più importanti al mondo lo affermano chiaramente: l'uomo non è altro che un organismo formato da una quantità enorme di batteri e, di conseguenza, il suo stato di salute viene determinato proprio da questi.

Basandosi su ciò si può tranquillamente affermare che, per poter ridurre notevolmente il rischio di incorrere in vari tipi di malattie e per poter aver garantita una guarigione rapida, è necessario possedere i giusti microorganismi. Ma ciò non basta: secondo un nuovo studio di alcuni ricercatori della Mayo Clinic e dell'università dell'Iowa (i quali hanno poi pubblicato la loro ricerca sul giornale scientifico Cell Reports) questi potrebbero anche essere utilizzati per poter combattere la sclerosi multipla.

È stato infatti prelevato un genoma batterico, dopo essere stato sequenziato in parte, utilizzando il metodo conosciuto come 16rRNA e questo ha portato alla comprensione di come i microrganismi simbiotici abbiano la capacità sia di dare vita a malattie e sia di evitare che questo accada.
Grazie a tale scoperta moltissimi studiosi e ricercatori hanno iniziato ad impegnarsi nella ricerca e nella creazione di metodi farmacologici (naturalmente basati su ceppi batterici precisi) capaci sia di prevenire che di curare una grande maggioranza di malattie ancora oggi esistenti e, spesso, che non possiedono ancora una cura realmente efficace.

Ma come funzionano questi batteri?
E' ormai risaputo che esistono sia batteri cosiddetti resistenti, ovvero quelli che vanno a causare problematiche di vario genere fino ad arrivare alle infezioni più gravi, sia quelli definibili come buoni. Ciò che non è saputo da tutti è il fatto che quest'ultimi, sebbene il pensiero comune porti a pensare il contrario, sono in quantità nettamente superiore rispetto agli altri. 
In particolar modo uno di questi, più precisamente un batterio della flora intestinale, potrebbe diventare un vero e proprio farma-microbo: questo è chiamato Prevotella histicola ed è il responsabile diretto sia della diminuzione di due cellule infiammatorie differenti e sia dell'aumento dei linfociti T, di famiglie di cellule dedite a bloccare ed impedire l'insorgere di diverse malattie, un determinato tipo di macrofago e le cellule conosciute come dendritiche.

Benché quello citato non sia il solo ed unico studio in grado di evidenziare chiaramente la relazione che vi è tra il batterio intestinale citato e la sclerosi multipla, è comunque ritenuto uno dei più grandi passi in avanti nell'ambito medico, tanto da poter affermare di stare per entrare in una nuova era della medicina (così come sostiene anche Joseph Murray, il principale autore del lavoro). Inizialmente la sperimentazione di tale ricerca è avvenuta prelevando il batterio dall'intestino di soggetti sani ed è poi stato iniettato in topi affetti da sclerosi multipla, in modo tale da poterne osservare il quadro neurologico ed eventuali miglioramenti.

Grazie agli ottimi risultati ottenuti, oggi si vorrebbe dare vita ad una sperimentazione anche sugli esseri umani sofferenti della stessa malattia, per poter realmente comprendere come i farma-batteri possano cambiare concretamente il futuro dell'umanità.


 
 
 
 

Guarda anche


alcol-non-esiste-una-dose-sicura-per-la-salute
Alcol: non esiste una dose sicura per la salute

Alcol e tumoreGli effetti dell’alcol sulla salute sono noti a tutti. Il...

un-cerotto-contro-l-influenza
Un cerotto contro l'influenza

La somministrazione del vaccino anti-influenzale sta per essere rivoluzionata...