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Sclerosi multipla: un nuovo farmaco riaccende la speranza

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L'ocrelizumab è probabilmente uno spartiacque nella ormai lunga lotta della medicina contro la sclerosi multipla. Un'affermazione così importante su questo principio attivo, che è il risultato finale di una ricerca iniziata sul finire degli anni '60 a San Francisco, deriva dal fatto che il mondo della scienza lo ha definito come un "miglioramento significativo" per quanto riguarda il trattamento delle forme più aggressive di questa malattia degenerativa.

Gli esiti delle tre sperimentazioni che hanno visto coinvolto il farmaco sono stati resi noti con alcuni articoli che hanno trovato spazio sul New England Journal of Medicine e hanno portato l'Agenzia USA del farmaco a dare il via libera per la sua commercializzazione sul territorio americano. Uno dei più importanti dirigenti dell'Agenzia ha affermato che il farmaco in questione è un "unicum" nel panorama di quelli utilizzabili per trattare questa malattia, visto che è il primo studiato per chi è affetto da sclerosi multipla primariamente progressiva ad essere immesso in commercio.

Per capire quanto questo rappresenti un punto di svolta basta dare un'occhiata ai numeri relativi alla diffusione della malattia, che in tutto il mondo colpisce, ogni anno, circa due milioni di individui e che si può presentare in diverse varianti. La "sclerosi multipla primariamente progressiva", che riguarda poco meno del 20% delle persone che si trovano a convivere con questa patologia, è la variante contro con cui il principio attivo ha prodotto i risultati più eclatanti.

Il farmaco, che negli USA verrà commercializzato tra poche settimane è, come detto, il risultato di più di quarant'anni di una ricerca avviata da Stephen Hauser, che per primo ha capito, molti anni addietro, l'importanza dei linfociti B per quel che concerne il manifestarsi e lo svilupparsi della malattia in questione. Ed è appunto sui linfociti B che il farmaco frutto di tutti questi anni di ricerca va a porre in essere la propria azione.

A convincere le autorità americane a dare il via libera alla commercializzazione del farmaco, il cui principio attivo è l'ocrelizumab, sono state appunto le tre sperimentazioni a cui si è accennato in precedenza. I risultati raggiunti hanno infatti messo in luce come, grazie ad esso, l'evoluzione della sclerosi multipla primariamente progressiva abbia subito un arresto, seppure di entità modesta. Tuttavia, se si pensa che mai prima d'ora era stato trovato un rimedio in grado di porre un freno a tale variante della malattia, si capisce l'entusiasmo del mondo scientifico.

Ma se i pazienti americani potranno a breve servirsi di tale farmaco, lo stesso non si può dire per quelli europei: questi ultimi devono infatti aspettare le decisioni delle autorità comunitarie.


 
 
 
 

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