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Tè verde ed Alzheimer: il principio attivo in grado di fermare la patologia

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Recenti buone notizie nel mondo della medicina e della scienza potrebbero infondere un rinnovato velo di speranza ai familiari dei malati di Alzheimer.
Sembra infatti, in base a ciò che recenti studi affermano, che un estratto proveniente dal tè verde sia in grado di fermare la progressione della malattia, influendo pertanto in maniera positiva sullo stile di vita del malato.
La presenza di una sostanza antiossidante appartenente alla classe dei flavonoidi all'interno di questa varietà di tè, denominata epigallocatechina, secondo tali scoperte impedirebbe la sintesi del peptide beta amiloide, ritenuto il diretto responsabile della comparsa della patologia neuro-degenerativa.

Artefice della ricerca, divulgata dal Journal of the American Chemical Society, è Giuseppe Melacini, dell'università canadese McMaster.
Una lunga serie di ulteriori studi avevano negli anni scorsi già comprovato la correlazione tra tè verde e malattia di Alzheimer. Tra questi compare quello condotto nel 2012 su un campione comprendente 12 persone e pubblicato sull'European Journal of Clinical Nutrition.

I ricercatori protagonisti di questo studio hanno osservato un effetto positivo dell'estratto di tè verde sulla frazione di cervello responsabile della memoria, dove ad una dose maggiore di tè verde corrispondeva una migliore attività cerebrale
Tuttavia, quello condotto da Melacini si è spinto decisamente oltre, studiando da vicino l'azione del principio attivo della pianta.
Andando maggiormente nel particolare, l'epigallocatechina avvolgerebbe le singole cellule di beta amiloide, impedendo a queste ultime di unirsi tra loro e di comporre a loro volta le tanto temute placche responsabili dello sviluppo del morbo.

Trattandosi di studi di matrice puramente preliminare, c'è ancora da compiere un ulteriore passo, riguardante una adeguata ed efficiente somministrazione dell'epigallocatechina. Tale scoperta costituisce però un importante step nella lotta ad una malattia che annualmente affligge milioni di anziani in tutto il mondo.


 
 
 
 

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