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Tumore al pancreas: scoperti due marcatori per la diagnosi precoce

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Il tumore al pancreas è molto diffuso e colpisce annualmente 13 mila italiani. Maggiormente predisposti alla neoplasia sono i soggetti diabetici e in sovrappeso ma, visti i numeri elevati di nuovi casi, diventa essenziale poter diagnosticare il prima possibile il tumore in modo da poter procedere con le dovute cure e ridurre il rischio di morte.

Da lungo tempo, infatti, vanno avanti numerose ricerche parallele per poter trovare nel sangue molecole spia, vale a dire degli indicatori che possano avvisare prematuramente della neoplasia. Risposte positive sembrano arrivare da un gruppo di ricercatori dell'Università della Pennsylvania. Secondo quanto pubblicato sulla rivista medico-scientifica Science Translational Medicine lo studio evidenzia come il dosaggio di due marcatori, il THBS2 e il CA 19-9, nel tempo può evidenziare prematuramente l'adenocarcinoma pancreatico.

Lo studio eseguito ha dimostrato come l'uso di questi due marcatori permette di distinguere tessuti pancreatici sani da quelli colpiti da pancreatiti e ancora da tessuti affetti da neoplasia. Per individuare i marcatori, i ricercatori sono partiti dalla riprogrammazione delle cellule pancreatiche umane affette da adenocarcinoma facendole diventare cellule staminali pluripotenti (quindi in grado di dare vita a nuove cellule di diversi tipi).

Queste cellule ricreate in laboratorio sono state poi inoculate nei topi per poterne studiare gli effetti. Si è così constatato che dopo 3 mesi venivano a formarsi delle lesioni precancerose che, nel giro di sei mesi al massimo, si evolvevano in veri e propri tumori a carico del pancreas. 

Ma quanto vale per i topi può essere considerato valido anche per l'uomo? Parrebbe di sì. Nei topi è stato evidenziato che i geni che subiscono mutazioni sono i KRAS e TP53, gli stessi coinvolti nei processi neoplastici a carico degli esseri umani. 

Per verificare l'attendibilità dei bio-marcatori sono stati analizzati i valori in uomini colpiti da tumore al pancreas e confrontati con quelli di soggetti affetti da pancreatite e soggetti sani. Questo secondo test ha evidenziato come i biomarker siano attendibili nel riconoscere i casi tumorali.

Secondo le previsioni, il tumore al pancreas rischia di diventare entro il 2030 il secondo tumore, dopo quello ai polmoni, che causa il maggior numero di decessi. Viene da sé che una scoperta precoce della malattia può aumentare esponenzialmente la possibilità di salvare la vita attraverso un'adeguata terapia. Quindi, una volta perfezionato il test, questo potrà essere utilizzato come esame di routine nei soggetti maggiormente a rischio, vale a dire i diabetici e i parenti di primo grado di soggetti che hanno sviluppato in precedenza il tumore.


 
 
 
 

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