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Un esame del sangue per rivelare i tumori alla prostata più invasivi

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Un esame del sangue in grado di scoprire con largo anticipo le forme più aggressive di tumore alla prostata. È la scoperta dei ricercatori della prestigiosa Queen Mary University di Londra. Gli scienziati hanno studiato e messo a punto un test ematologico che promette di essere la più importante innovazione nel campo della metodologia diagnostica fra le diverse biopsie liquide attualmente eseguite in oncologia.

La sperimentazione del test ha riguardato un gruppo di 80 pazienti e i risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Clinical Cancer Research. Lo studio ha dimostrato che il test è preciso al 92% nella capacità di distinguere fra le due forme di cancro alla prostata: una a lento accrescimento e una che prolifera in fretta e dà metastasi in breve tempo.

Lo specifico test del sangue agirebbe andando a individuare i frammenti rilasciati dal tumore e dalle cellule note come megacariociti. Se tutto fosse confermato, saremmo di fronte a una scoperta rivoluzionaria.
Infatti, la neoplasia alla prostata meno invasiva può essere monitorata in follow-up e consente di rimandare nel tempo terapie troppo forti. Il carcinoma ad accrescimento rapido è talmente aggressivo che quando si scopre è già troppo tardi per la vita del paziente. Ecco perché capire il prima possibile qual è la tipologia è fondamentale da un lato per ridurre il tasso il mortalità e dall'altro per adottare piani terapeutici meno pesanti se non c’è necessità.

Con questo test del sangue, facile e molto più economico rispetto ai metodi tradizionali, cambierebbe radicalmente la modalità di riconoscimento e la gestione di un cancro così diffuso. Inoltre, in futuro potrebbe essere utilizzato per scovare altri tipi di tumore.

Gli scienziati della Queen Mary University si sono mossi nella direzione giusta. Lo conferma Carmine Pinto, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Secondo l’oncologo italiano è presto per parlare di test ematologici scopri cancro, ma la strada da seguire è questa:

"Si parte dal principio che la probabilità di sviluppare la malattia sia già scritta nel nostro DNA molti anni prima della diagnosi. I test ematologici sono un promettente settore di ricerca non ancora supportato da evidenze per l'utilizzo in sanità pubblica".

Diverso il caso di persone che hanno già avuto parenti stretti malati di cancro. In alcuni casi di neoplasia (colon, seno e ovaio) sono disponibili test genetici gratuiti.


 
 
 
 

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