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HIV: Un gel anti retrovirali per le donne

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La ricerca internazionale muove un altro passo in avanti nel campo della prevenzione al contagio del virus HIV. Al banco di prova stavolta è arrivato un nuovo gel vaginale, da applicare entro le prime tre ore successive al rapporto sessuale. Gli scienziati che hanno condotto i test, appartenenti al "Center for Disease, Control and Prevention" di Atlanta, hanno sperimentato il nuovo principio attivo su un campione di sei macaco femmine, dopo averli esposti al virus. Cinque esemplari su sei hanno fornito dati incoraggianti rispondendo positivamente all'applicazione del gel, grazie al quale sono riusciti a prevenire l'infezione. Il gel vaginale sperimentato combina l'azione di un microbicida ad altri principi attivi anti retrovirali: pare essere questa la strada più battuta nel campo della ricerca di strategie preventive contro l'immuno-deficienza, che possano funzionare efficacemente ed essere accettate su larga scala. I risultati ottenuti dal team sono stati pubblicati sulla nota rivista di settore Scienze Translation Magazine. L'intento di sviluppare un farmaco da applicare a rapporto sessuale compiuto e non, come accadeva con i testi precedenti, prima dello stesso, sembra essere la soluzione più accreditata per favorirne la diffusione. I primi gel vaginali tra l'altro, si basavano su un principio attivo differente, il nonoxinolo, un antibatterico utilizzato anche nei profilattici che non sempre forniva risultati incoraggianti in termini di "tollerabilità". Il Raltegravir, così si chiama il nuovo farmaco, fa parte della classe degli inibitori dell'integrasi dell'HIV, principi attivi che evitano lo sviluppo dell'infezione attraverso il blocco dell'integrazione del virus, arrestando la sua capacità di replicarsi:
"L'integrazione del virus nel DNA cellulare richiede più di sei ore, offrendo, quindi, un'ampia finestra per il trattamento con gli inibitori dell'integrasi dopo il rapporto sessuale"
ha spiegato Stefano Vella, a capo del "Dipartimento del farmaco" dell'Istituto superiore di Sanità. Gli esperimenti effettuati sulle scimmie hanno dato risultati analoghi sia con un'applicazione preventiva, circa mezz'ora prima del rapporto, sia a distanza di tre ore dall'amplesso. Ovviamente il riscontro sugli esseri umani non è ancora stato certificato, in quanto la ricerca si è basata sulla prevenzione del virus SHIV, il corrispettivo di quello umano che colpisce le scimmie. La novità principale emersa dai nuovi test si può quindi sintetizzare con il ricorso farmaci anti retrovirali a favore degli spermicidi adottati in precedenza. Al giorno d'oggi, il metodo più sicuro per prevenire il contagio rimane ancora il preservativo, ma non è da escludere che nel futuro prossimo si possa disporre di un gel vaginale anti HIV utilizzabile dagli esseri umani. Il team di ricerca sta approfondendo i propri studi per migliorare l'efficacia del farmaco e capire esattamente entro quale arco di tempo il gel possa essere somministrato, senza che la sua azione subisca alcun rallentamento.
 
 
 
 

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